Passioni
Il cervello, le emozioni, la morale

Le emozioni infondono senso, valore e prospettiva alla percezione del mondo, di noi stessi, alla relazione con gli altri. Dalle emozioni dipendono gli interessi, le motivazioni, le azioni. E senza di esse tutto apparirebbe indifferente, remoto, privo di significato.

Ma cosa sono le emozioni? Per quale ragione esistono e perché occupano un posto così centrale nella nostra vita? Come condizionano le percezioni, i ricordi, i nostri giudizi, le decisioni che prendiamo, le nostre scelte morali? Sono espressioni biologiche, funzioni innate determinate dai nostri geni oppure reazioni apprese, modellate dalla cultura e dalle nostre esperienze? Perché spesso si impongono sulla ragione, sfuggono al controllo della volontà? Attraverso quali processi maturano le dinamiche affettive nel corso dello sviluppo di un individuo? Perché la loro espressione ci racconta così tanto degli altri e perché di frequente non riusciamo a nasconderle o dissimularle? Come si ammalano, e come è poi possibile curarle? E in che modo il cervello coordina e modula le molte facce delle emozioni?

La mostra Passioni tenta di dare una risposta a queste domande, offrendo una panoramica delle conoscenze attuali sui meccanismi delle emozioni, soprattutto quelli cerebrali. Ciò nella convinzione che una migliore conoscenza della macchina emotiva e di come questa reagisce alle esperienze e alle pressioni culturali renda gli individui più capaci di regolare le emozioni, di migliorare il controllo volontario del comportamento e la capacità di comprendere le emozioni negli altri e di affinare così i comportamenti morali.

In effetti, pur dipendendo dal cervello, pur vissute soggettivamente, le emozioni sono molto di più che un fatto individuale. Il loro senso è nella società e la civiltà stessa si poggia sulle emozioni. Se pensiamo alla giustizia, alla fiducia, alla lealtà, all’uguaglianza, al rispetto, all’onesta, ci riferiamo fondamentalmente all’imperfetta democrazia di emozioni che gli uomini stanno tentando con fatica di costruire nella storia. Per questo, come scrive Anthony Giddens, per migliorare la qualità della nostra vita una vera democrazia delle emozioni è importante quanto la democrazia in senso politico.